Febbraio 17, 2007...10:52 pm

Senza filtri

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Devo anche cominciare ad essere senza filtri. Ad esempio, mica lo so se voglio che questi miei pensieri siano accessibili e leggibili da coloro che mi conoscono. Da quelli che non mi conoscono, non mi importa: possono leggerli, il pudore si ha solo con chi si conosce. Più o meno. Ma dovrei sforzarmi di non pormi questo problema. Non c’è nulla di scabroso o sbagliato o offensivo in quello che penso e scrivo qui, sono solo io, non dovrei avere problemi a rivelarmi a chi mi conosce e mi vuole bene. Non dovrei avere tutti questi filtri, dovrei cercare di essere più diretto, anche a rischio di essere impopolare o scortese a volte. Dovrei dire più chiaramente quello che penso, dovrei prendere posizione con più decisione: la mia indole mi porta a non essere schierata, a cercare di essere obiettivo e posato, ad allargare lo sguardo per abbracciare meglio il panorama con la vista, e farmi un’idea del bianco e del nero, e a capire che in fondo il grigio è quasi sempre la cosa giusta. Ma a volte dovrei sforzarmi di essere più istintivo, ma come ci si può sforzare ad essere istintivi? E’ un ossimoro, cavolo.
Uno impetuoso e istintivo può imparare a controllarsi, ma uno controllato come può diventare istintivo? Spesso la mia prima idea, il mio primo pensiero, si rivelano giusti, ma non agisco istintivamente, forse non mi fido abbastanza di me, e spesso questo complica le cose e la mia vita.

Scrivere tutto ciò mi sta facendo battere il cuore, mi sta facendo bene. Mi aiuta a liberarmi, a diventare più leggero. Ah, Kundera.

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