Sempre in due

Ora che devo essere forte per te, sento di avere la forza solo quando sono con te.
Tutto ciò che siamo, lo siamo in due.
Lottiamo in due, vinciamo in due.

Ti amo.

Lascia un commento

Archiviato sotto francesco, serena

L’uomo nuovo

L’uomo nuovo vuole parlare, cantare, gridare e ridere. L’uomo nuovo vuole amare incondizionatamente. L’uomo nuovo deve fare ancora molta strada, deve scendere giù fino a valle, e poi cominciare la scalata. Il declivio sarà dolce, sarà il maturare della scelta, il prendere coscienza di ciò che va fatto, il capire che tutto questo ha un senso ed aiuterà a ritrovarsi e migliorarsi.
Solo dopo comincerà la salita. Bisognerà cercare di fare veramente ciò che si è capito di voler fare. L’uomo nuovo comincerà a nascere, ricomincerà daccapo, sarà un nuovo parto. L’uomo nuovo scalerà la montagna e arriverà fino in vetta, e lì, finalmente, non griderà per sentire l’egoistico eco della sua voce, ma si siederà, chiuderà gli occhi e sentirà il fruscio della sua pace, portata da un soffio di vento che accarezzerà la nuca, che lo ecciterà come un’amante. L’uomo nuovo nascerà.

Lascia un commento

Archiviato sotto francesco

Senza filtri

Devo anche cominciare ad essere senza filtri. Ad esempio, mica lo so se voglio che questi miei pensieri siano accessibili e leggibili da coloro che mi conoscono. Da quelli che non mi conoscono, non mi importa: possono leggerli, il pudore si ha solo con chi si conosce. Più o meno. Ma dovrei sforzarmi di non pormi questo problema. Non c’è nulla di scabroso o sbagliato o offensivo in quello che penso e scrivo qui, sono solo io, non dovrei avere problemi a rivelarmi a chi mi conosce e mi vuole bene. Non dovrei avere tutti questi filtri, dovrei cercare di essere più diretto, anche a rischio di essere impopolare o scortese a volte. Dovrei dire più chiaramente quello che penso, dovrei prendere posizione con più decisione: la mia indole mi porta a non essere schierata, a cercare di essere obiettivo e posato, ad allargare lo sguardo per abbracciare meglio il panorama con la vista, e farmi un’idea del bianco e del nero, e a capire che in fondo il grigio è quasi sempre la cosa giusta. Ma a volte dovrei sforzarmi di essere più istintivo, ma come ci si può sforzare ad essere istintivi? E’ un ossimoro, cavolo.
Uno impetuoso e istintivo può imparare a controllarsi, ma uno controllato come può diventare istintivo? Spesso la mia prima idea, il mio primo pensiero, si rivelano giusti, ma non agisco istintivamente, forse non mi fido abbastanza di me, e spesso questo complica le cose e la mia vita.

Scrivere tutto ciò mi sta facendo battere il cuore, mi sta facendo bene. Mi aiuta a liberarmi, a diventare più leggero. Ah, Kundera.

Lascia un commento

Archiviato sotto francesco

Viaggio dentro

Ho bisogno di ritrovarmi. Corro appresso alla vita, come quasi tutti quelli del mio tempo. Ma non sono certo di riuscire a viverla veramente. Ho bisogno di fermarmi, prendere una pausa, riflettere. Ho bisogno di dedicarmi del tempo. Vengo risucchiato dal lavoro, dai clienti, dalla famiglia, perfino dalle mie passioni. Ormai non mi controllo più. Non sono più padrone di me stesso, nonostante sia io stesso a decidere giorno per giorno di non dedicarmi del tempo. Io mi faccio trasportare da me stesso. E scelgo da solo di non fermarmi, di non riflettere, nonostante voglia farlo. L’altro giorno, in macchina, ho scelto. Di non accendere la radio, di non essere bombardato di risate, notizie o pensieri altrui. Ho scelto di restare solo, finalmente, per qualche minuto. Di lasciar andare la mente. Sta diventando quasi una mania. Sotto la doccia devo portare la radio, in auto devo avere la radio, a lavoro non sono mai solo e sono comunque sempre indaffarato, se ho bisogno di una pausa leggo il giornale online, mi bombardo di informazioni, opionioni e pensieri altrui. E fatico a farmene di miei. Stop. Devo scendere, sedermi sulla panchina della fermata dell’autobus, e sperare che il prossimo sia in ritardo. O addirittura, orrore, lasciarlo passare. Uno e un altro ancora. Per potermi perdere nei pensieri. Miei. Per non tornare subito da dove sono venuto, per non andare dove devo. Per stare solo. Con me stesso. Perdere del tempo, non essere produttivo. Leggere la pagina di un libro, assaporarla, sentire le parole dentro, assimilarle, commentarle. Credo che sentisse lo stesso bisogno il Daniele Silvestri di “Dipendenza”:

vorrei sapermi scollegare
dalla rete intorno
avere altro a cui pensare
che a un aggiornamento
nessun telecomando
mi raccomando
combattere…
combattere la propria dipendenza
Riuscire in qualche modo a fare senza

Spegnere il cervello, si dice così. Staccare la spina. Ma non per non fare nulla. Non per oziare. O anche sì, non c’è nulla di male nell’ozio moderato, come raccontano Fabio Volo in “Un posto nel mondo” e Jovanotti in “Dolce fare niente”. Ma non è questo che cerco. Ho solo voglia di andare in volo, lontano da me, dentro di me. Provare una vertigine, una sensazione forte di vuoto, da far girare la testa. E perdermi. Per riuscire a ritrovarmi. Tornare ad avere una forma fisica che sia per me accettabile, che non mi faccia ripudiare me stesso. Per tornare anche ad avere un po’ più di sicurezza, di fiducia, in me e nelle mie capacità.
Devo rubare del tempo: al mio lavoro, alla mia famiglia, ai miei amici, alle mie passioni, o al mio sonno. O a tutte queste cose. Rosicchiare da più parti per non essere risucchiato. Voglio tornare ad appartenermi. Sono io prima di essere marito, padre, figlio, amico. Sono Francesco. E voglio tornare ad esserlo. Voglio gridarlo, sono qui, sto uscendo da questo torpore, sto tornando. Mamma, mi manchi, sto male per quanto mi manchi, ma devo tornare qui, sulla vita, nella vita, la mia. Devo tornare ad essere Francesco. Devo tornare a ridere veramente, ad amare gli altri veramente. Devo far scendere tutte le lacrime che ancora non sono scese, depurarmi, urlare, sbattermi e poi ricominciare. Voglio fare la tempesta, per apprezzare la quiete dopo. Voglio ridere, ancora, svegliarmi la mattina e apprezzare il sole, e portarlo con me, nei miei gesti e nelle mie parole verso gli altri. Voglio tornare a vivere. Non voglio sforzarmi di essere felice, voglio essere felice. Voglio affrontare con serenità le altre prove. Voglio poter godere di un momento bello senza pensare sempre e solo a tutti quelli che i momenti belli non li hanno. Voglio smettere di flagellarmi, non fregarmene, ma sapere che devo anche vivere. Non voglio dimenticarti, non l’ho fatto, voglio superare il dolore. Voglio andare oltre, saltare il fosso andando tanto in alto, arrivare alla vertigine che mi fa star male come punto di non ritorno. Devo intraprendere il viaggio, e anche se non potrà essere un viaggio fisico, dovrà comunque essere fatto. Da solo o con un Virgilio, ma va fatto.

Lascia un commento

Archiviato sotto francesco

Che rabbia aver voglia di scrivere ma non avere niente di decente da dire! Fino a due giorni fa la mia testa era un turbinio di ragionamenti, riflessioni, pensieri… e oggi, il vuoto. Sarà la stanchezza.

Lascia un commento

Archiviato sotto francesco

Le parole di Andrea

Ormai parla sempre meglio, e quindi le prime parole, comprensibili solo a noi, vanno sparendo.
Teniamo traccia qui:

Nia: altalena
Pappo: bimbo
Mammapà: mamma e papà
Quettoio!: questo io (voglio questo)
Pattennennè: l’uomo volante (canzone)
Ciucciouououa: ciuccio!
Acquaiaia: acqua!
Oooh: i bambini fanno ooh.
Mammaria: Mamma maria, sia la canzone che la musica in genere.
Taccota: cioccolata

Lascia un commento

Archiviato sotto andrea

Bye bye splinder

Niente di personale, sia chiaro. Però mi è sempre stato un po’ antipatico, così a pelle. Certo, non sentirà la mia mancanza, visto che ho fatto tipo 10 post in un anno e mezzo. E’ che alla fine ho ceduto alla mia indole da tecno-controllore, cioè… in realtà più che quella è sapere di poter disporre dei miei scritti proprio come mi pare. Voglio potermeli salvare, voglio tenermeli. Con splinder non si può. Almeno non in automatico. Qui c’è questo software che è favoloso, e che se voglio me lo posso pure mettere su un mio dominio, cosa che probabilmente farò tra non molto tempo. Mi piace questo wordpress.

Solo che non posso inserire i post con una data vecchia, per cui come faccio
a rimettere qui quello che avevo scritto su splinder? Per il momento metto un link, poi si vedrà.

2 commenti

Archiviato sotto francesco